IÖR TK.VIII

47,00

(4 customer reviews)

CORDIS CINCTI SERPENTE

“NOO YUGGOTH”

(BOXSET, 2xC60,2016)

 

An Exploration into Lovecraftian’s Metaphisyc.

 

Two C60 Chrome Tapes.

Produced in 31 Limited & Signed Copies.

Boxed, with a 16 pages Booklet.

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SKU: IORTKVIIIBOX Categories: ,

Description

Additional information

Weight 0.450 kg
Dimensions 24 × 17 × 4 cm

4 reviews for IÖR TK.VIII

  1. Steve Mecca (CHAIN D.L.K. Jul 30 2017)

    Cordis Cincti Serpente seems to be the dark ambient project of Adrian Marcado from Bari, Italy and ‘Noo Yuggoth (Redux)’ is a 13 track album on 2 C60 cassettes, limited to 31 signed copies also with a booklet. There is not a lot of information to go on about this project. The only previous release under this name was in 1989, a self-titled C46 cassette, again limited to 31 copies with the participants being Giovanni Lisi and Ivan Iusco, the latter being the owner and founder of Minus Habens Records. I get the impression that Adrian Marcado could be a pseudonym for one or both of the previous participants. In any case, ‘Noo Yuggoth (Redux)’ is touted as “an exploration into Lovecraftian’s Metaphysic” as you might expect from the title. Not difficult at all to believe as so much dark ambient music these days taps into H.P. Lovecraft and the Cthulhu Mythos. I warn you though that this is not all smooth sailing into the void to play with the Outer Gods. After a somewhat placid, yet disturbing dark and pulsating voyage on “Dvr’n Dbr’h,” The first shock comes at the beginning of title track “Noo Yuggoth” with a piercing high pitched feedback tone that had me throwing my headphones across the room in order to avoid eardrum damage. Not cool!! Not cool at all. After that super-shock the rest of the track is rather calm but strange in a warpy-wobbly world. Monsters or wild beasts seem to be lurking everywhere in “Ft’ath aga” as their growls and groans will attest. ” Ish’ Nishg’ urh’raTth” is comprised of backwards voices and bubbly, burbley electronics making a rather weird, creepy impression. “A’Ahzmuth” sounds like astral cats caught in a cosmic wringer with lots of variable feedback manipulation. It went on a little too long for my taste. On “A’AAAhZ’Pha” there are slow, low transmissions from beyond zapped by some kind of electronic device. “EheD’Z” sounds like the beast feeding on corpses, mindlesly devouring all within its reach. This is the lengthiest track in the work going on for an astounding twelve minutes! “Z’eed’erth” is only 1:35 but might well be the most disturbing track of all. It has an undercurrent of uncompromising evil to it. The watery grave of “PnaaTha” is almost a relief as a sort of placid respite, as much as you could have on an album like this. On “m’Fung” you will swear that Tulushuggua has deigned to have a personal conversation with you. “LL’Sh’drth” is the embodiment of cosmic horror from beyond; the kind of space music that pours its nightmarish content into every crevice of your being. “N’oz y’ggth” is supposed to be a reprise of “Noo Yuggoth” but it is rather different- more like a swarm of killer bees than anything else. The name Cordis Cincti Serpente is taken from Aleister Crowley’s Holy Books of Thelema (Vol. 1 – Liber LXV: Liber Cordis Cincti Serpente), an account of the relations of the aspirant and his Holy Guardian Angel. I believe this release is obviously not intended for the masses, but rather that small cult of Lovecraftians who may even work in Magick. That indeed is a limited market, but it seems the artist was more interested in doing the work than profiting by it. For a discriminating esoteric clientele only; difficult but rewarding for those acolytes.

  2. Diego Loporcaro (Distorsioni, 30 dicembre 2016)

    Dalle sabbie del tempo riemerge Cordis Cincti Serpente, oscura creatura legata in qualche modo al Tempio della Gioventù Psichica di Genesis P. Orridge. Dietro Cordis Cincti Serpente si nasconde uno sperimentatore musicale italiano con lo pseudonimo di Adrian Marcado (foto sotto a sinistra), moderno stregone citato da Anton LaVey nella sua biografia “The Devil’s Avenger” e personaggio ripreso da Ira Levin nel suo famoso romanzo del 1967 “Rosemary’s Baby”. Per capire meglio di chi si tratta, dobbiamo tornare indietro al solstizio d’inverno del 1989, quando Cordis Cincti Serpente comparve per la prima volta sui cataloghi di vari mail-order specializzati in musica post-industriale, esoterica e rituale. La prima cassetta omonima, realizzata in 31 copie numerate in collaborazione con il compositore barese Ivan Iusco (Nightmare Lodge), fu inviata anche a molti follower della Minus Habens Records di Bari e si impose come progetto rituale interessante e innovativo per molti addetti ai lavori. “Noo Yuggoth” rappresenta il ritorno sulle scene anche della tape-label pugliese Industrial Ölocaust Recordings, attiva negli anni 1990-1995 e legata alle poco note attività della Akkademia Esoterica Üsher e di un ristretto numero di artisti ad essa collegati dal suono elettronico-rituale. Yuggoth è un pianeta immaginario dei “Miti di Cthulhu”, ciclo letterario che si riferisce alla parte più importante della produzione di Howard Phillps Lovecraft, uno tra i maggiori scrittori di letteratura horror e precursore della fantascienza angloamericana. “Noo Yuggoth” (ovvero “Nuovo Yuggoth”) è un mastodontico lavoro di due ore dedicato allo scrittore statunitense, iniziato nel 1994-1995 e distribuito all’epoca in forma rudimentale su pochissime cassette inviate solo ad appassionati lovecraftiani. Il lavoro riappare oggi in versione definitiva in questo elegantissimo box nero che contiene due cassette C60 (più codice per il download digitale del lavoro) e un libricino esplicativo. Le cassette contengono le vecchie tracce remixate più una buona dose di materiali nuovi, il tutto masterizzato con professionalità dalla Industrial Ölocaust Recordings e realizzato per soli 31 fortunati. Si passa da oscura ambient-industrial dall’incedere rituale (nell’apertura Dvr’n Dbr’h, nella litania Phn’glui e nei brani di chiusura LL’Sh’drth e N’oz y’ggth, in cui si distingue il suono del kangling, strumento a fiato tibetano ricavato da un femore umano, utilizzato durante rituali tantrici) a spigolosa ambient-noise (Noo Yuggoth) sino a brani realizzati mediante rallentamento, inversione e manipolazione di voci maschili o femminili, come nella suite Ft’ath aga, nella sensuale Ish’ Nishg’ urh’raTth o nella breve m’Fung. Sibili raggelanti poco rassicuranti nei ventidue minuti dicordis1 A’Ahzmuth e versi di cani rabbiosi assemblati, manipolati e stravolti nei venticinque minuti di Z’eed’erth sono ideali soundtrack per letture lovecraftiane. Un lavoro che mette i brividi dall’inizio alla fine, lontano da sperimentazioni di maniera (sempre più frequenti negli ultimi tre lustri): un lavoro genuino, realizzato con metodi classici, che si ricollega alla migliore tradizione post-industriale, rituale ed esoterica degli anni ’80-’90. Procuratevi velocemente le ultime copie disponibili!

  3. DeBaser (20 Settembre 2016)

    Gruppo di culto nel vero senso del termine questo Cordis Cincti Serpente (il nome è preso da un grimorio di magia): si tratta di un progetto ammantato di mistero che, in passato, aveva già pubblicato un oscuro nastro pubblicato nel 1989 . Ora il nome riemerge dalle nebbie e dall’oblio pubblicando una doppia cassetta dall’evocativo titolo di No Yuggoth che rimanda direttamente all’universo impazzito del sommo H.P. Lovecraft. E, in effetti, il lavoro viene definito nelle note interne “An Exploration Into Lovecraftian’S Metaphisye”. Tutti i titoli delle tracce rimandano all’opera “lovecraftiana” e al culto dei Grandi Antichi che viene riletto in chiave esoterica seguendo l’interpretazione che ne diede Kenneth Grant. Tutto è avvolto da un’aura magica e occulta e si nota un solido background esoterico e filosofico: non a caso l’enigmatico personaggio che si nasconde dietro a Cordis Cincti Serpente ha fatto in parte, in passato, del T.O.P.Y e del primissimo Esoteric Order Of Dagon di cui è stato membro anche il grande e compianto John Balance dei Coil. Musicalmente le ambientazioni sono minimali e cupe, non lontane, in alcuni momenti, da certe atmosfere di Nature Unveiled dei primi Current93 e molto simili, come approccio naif, ai primi e leggendari lavori degli Ain Soph. Per intenderci, non siamo assolutamente distanti, come livello, dai citati Ain Soph e da certe produzioni dei Sigillum S: rispetto a questo nomi c’è forse un afflato ancora più oscuro e maligno. Cordis Cincti Serpente è un gruppo da amare e adorare incondizionatemente: caldamente consigliato agli amanti di H.P. Lovecraft, dei primi Current93 – quelli devoti ad Aleister Crowley – , e ai seguaci dell’occulto. Il box esce per la fantomatica e misteriosa Industrial Ölocaust Recordings in un’edizione rigorosamente limitata a 31 esemplari

  4. Rosa Selvaggia (Dicembre 2016)

    Riemerge da un lontano passato questo progetto dietro a cui si cela Adrian Marcado, che fa risalire il suo debutto al 1989 dopodiché, se si esclude una tape limitata a sole 11 copie apparentemente coeva, silenzio. Le produzioni come questa ed in genere le uscite sotto Industrial Ölocaust Recordings, che non è altro che un’entità facente capo alla Akkademia Esoterica Üsher, organizzazione privata coinvolta in studi mistico-esoterici, non sono materiale destinato al pubblico nel senso stretto del termine, ma piuttosto esplorativo e celebrativo, creato dall’artista a fini personali, condiviso con ristrette cerchie di amici o compagni di viaggio, oppure venduto a prezzi esorbitanti ad eventuali altri fruitori, come a creare una sorta di, pur minima, selezione. L’album in questione è una doppia cassetta fornita in un lussuoso cofanetto e corredata di un libretto esplicativo: musica ambient/noise rituale e sperimentale che vuole essere una esplorazione della metafisica lovecraftiana. Il titolo ed il breve preambolo sono eloquenti, l’argomento è incentrato sul pantheon dei Grandi Antichi che hanno stregato milioni di lettori e studiosi per decenni, tanto da originare un vero e proprio culto al riguardo, a cominciare da Kenneth Grant, erede di Crowley, che a causa di questa sua fascinazione contaminò la tradizione thelemica e conseguentemente “perse il posto” nell’OTO. Tornando alla musica, le atmosfere sono malsane, con passaggi da ambient minimal a drone/noise, conditi da rantoli mostruosi che sembrano appartenere a creature di un mondo arcano e antichissimo, che si contorcono negli abissi e ci ricordano che “nella sua dimora a R’lyeh il morto Cthulhu attende sognando”.

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